martedì 14 luglio 2009

L'INIZIO DEL KALI YUGA, 3102 A.C. (Evidenze)


Scritto da SWAMI PRAKASHANANDA SARASWATI


“E’ di conoscenza comune che il kali-yuga è iniziato intorno a 5000 anni fa (approssimativamente) e non abbiamo mai avuto problemi nel passato nell’accettare questo fatto. Solo dopo l’arrivo degli inglesi in India cominciarono ogni tipo di critiche senza fondamento in relazione alla nostra storia e religione, promosse e fomentate da essi stessi.”
Abbiamo preso l’inizio del kali-yuga come punto di riferimento per determinare le date cronologiche degli eventi, chi furono i re, i Dignitari Divini e le importanti personalità della nostra storia.
Possediamo centinaia di evidenze in relazione alla data della Guerra del Mahabharata e l’inizio del kali-yuga nei nostri libri di storia, i quali finirono distrutti dai britannici; nonostante ciò, abbiamo sufficiente materiale per stabilire completamente questo fatto.

1. Generale

Abbiamo tre ere: l’era di Kali, l’era Vikram e l’era Shak (Shalivahan). Prima dell’era Vikram (57 A.C.) e dell’era Shak (78 A.C.) esisteva l’era di Kali, la quale era astrologicamente fissata in 3045 anni prima dell’era Vikram. Tutti gli acarya, Jagadguru e la gente di Bharatavarsa hanno accettato questo. Se ci fosse stato qualche errore, i nostri Jagadguru lo avrebbero segnalato, invece non lo fecero. Pertanto, i gentiluomini non dovrebbero discutere questo punto.

2. Astrologico

(a) Noi ancora seguiamo l’antica tradizione astrologica. Esiste una rivista prestigiosa di 48 pagine con date dettagliate coscienziosamente (un panchang con tutti gli eventi astrologici e relative date chiamato “Vishva Panchangam”, stabilito nel 1925 e pubblicato da Kashi Vishvavidyalaya dell’Università Hindú di Benarés, Varanasi). Tratta riguardo le tre ere: la era di Kali, l’era di Vikram e l’era di Shak (Shalivahan). Alla pagina 3 dice che 5100 anni sono già passati prima dell’anno 2056 di Vikram, il quale è l’anno 1999. Questo significa che l’era di Kali presente era datata all’anno 5101 nel 1999 D.C., la quale viene, quindi, dall’anno 3102 A.C. (5101-1999)

(b) Un’altro panchang dell’India chiamato “Shree Saraswati Panchangam” pubblicato a Navalgarh, Rajasthan, ci consegna anch’esso tutti i calcoli dicendo che sono già passati 5100 anni di kali-yuga prima dell’anno 1999 e che mancano ancora altri 426.900 anni. Kali-yuga dura 432.000 anni, pertanto Kali-yuga è iniziato nell’anno 3102 A.C. Allo stesso modo, la migliore equipe di eruditi in astrologia di tutta l’India ci da le medesime date che corrispondono all’anno 3102 A.C., e le pubblicano sul miglior panchang ogni anno.Queste riviste astrologiche sono dirette da un gruppo dei più eruditi astrologi dell’India e, pertanto, è completamente assurdo se qualche astrologo o studioso in necessariamente cercherà di argomentare contro la loro esattezza.

(3) Naturale

L’esistenza del fiume Saraswati, intorno all’anno 3000 A.C., è il più grande riferimento positivo in relazione al periodo di Vedavyasa, quando egli scrisse tutte le Scritture. Il Bhagavatam stesso menziona (1/4) che vicino al fiume Saraswati, lui cominciò a scrivere il Bhagavatam, ed anche i Veda parlano riguardo il fiume Saraswati.
Gli ultimi studi sulle fotografie satellitari, le analisi dei drenaggi e un cinturone di terra trovato in profondità sotto la terra lungo il presunto letto del fiume Saraswati, sono le evidenze dirette della sua esistenza.Gli archeologi credono che possa essersi asciugato completamente intorno all’anno 1800 A.C., quando il Rajasthan diventò un deserto a causa dei cambiamenti fisici, ed anche gli affluenti del Saraswati cambiarono il loro corso e si unirono con i fiumi Yamuna e Indo. Sicuramente deve essere stato un magnifico fiume prima dell’anno 2500 A.C.
Il Rig Veda (2/ 41/16,7/36/6,7/95/2) lo descrivono come un bellissimo fiume che scendeva dalle colline incontrandosi con il mare. Nelle Scritture hindú, i fiumi Ganga, Yamuna e Saraswati sono, generalmente, menzionati insieme perché la loro origine è l’Himalaya. Si crede che il fiume Saraswati nasca dalle colline Shivalik vicino Adi Badri, ad ovest dell’origine del fiume Yamuna. Anteriormente avanzava parallelo alla Yamuna, poi si dirigeva verso il Rajasthan dove si incontrava con il Mare Arabico.
La civiltà di Harappa fu scoperta quando una spedizione archeologica dell’India iniziò a scavare nel luogo nel 1921, localizzata a 100 miglia verso sud-est di Lahore, nella città di Harappa. Gli archeologi credono che la civiltà di Harappa esisteva intorno all’anno 2500 A.C., quando fu soppressa per ragioni sconosciute. Fino ad ora, più di 200 siti sono stati scoperti, nei quali sono stati trovati le evidenze di una civiltà simile. La maggioranza di essi sono stati trovati sul lato est del fiume Indo e vicino al già conosciuto letto del fiume Saraswati, che ebbe il suo splendore intorno all’anno 3000 A.C.

(4) Geografica e Física

(a) L’uomo di stato e scienziato francese George Cuvier stimò che una catastrofe ebbe luogo circa 5000 anni fa, quando una grande inondazione allagò le aree che erano abitate dagli uomini.

(b) Nel gennaio del 1930, il National Geographic disse che per sei giorni e sei notti, una pioggia infernale sommerse e distrusse l’area costiera dell’Irak.

(c) Lo stesso National Geographic, nel numero di Agosto del 1939, disse che i Maya cominciarono il loro calendario dopo un avvenimento catastrofico che veniva fatto risalire a circa 5000 anni fa.

(d) Il Bhagavatam dice positivamente lo stesso in molti modi.

Krishna ordina al Suo auriga Daruk di tornare a Dwaraka e dire alla gente: “Dopo che Io avrò lasciato questo pianeta Terra, una feroce inondazione dal mare sommergerà tutta Dwaraka” (SB 11/30/47)
Trent’anni dopo cominciò Kali yuga, nell’ 3072 A.C. Shukadeva Goswami dice al re Parikshit, “Quando Krishna lasciò questo pianeta Terra, immediatamente una inondazione di mare sommerse e distrusse Dwaraka” (SB 11/31/23)
Dovreste sapere che Dwaraka e l’area della costa dell’ Irak sono molto vicine e che la terra della civiltà Maya, il Messico, si trova alla stessa latitudine di Dwaraka. Così, la catastrofica inondazione marina interessò anche il Messico.
Nel National Geographic del Gennaio del 1930, in un numero intitolato “Nuova luce sopra l’antica Ur”, viene riportato che degli scavi attorno alla città di Abramo rivelano evidenze geografiche della storia biblica del diluvio.
“La data esatta più recente alla quale possiamo rimetterci è l’anno 3100 A.C., la data dell’ascensione di Mes-Anni-Padda, il primo re della prima dinastia di Ur…La scoperta fu fatta nell’antico cimitero, il luogo che ridiede alla luce i più magnifici ed antichi tesori, come le tombe che furono interrate in tempi antichi, risalenti all’anno 3500 A.C.” (Pag.. 109-117)
“Il significato dell’estratto è istantaneamente ovvio. I nostri puliti banchi di argilla furono il deposito che provocò una grande inondazione affondando le primitive civiltà sotto di essa… Non c’erano pepite di oro o tombe reali, solo banchi di argilla di otto piedi di profondità e, sotto di essi, nuovamente appaiono i resti della civiltà più primitiva di Ur.” (Pag. 118)
“E’ vero, fu un antico e locale Hood in un senso, però esiste molta ragione per credere che fu molto più di questo… Una inondazione che poi arrivò ad interessare tutto il mondo.”(Pag. 118)
“Riassumiamo ciò che sappiamo riguardo a questo. Innanzitutto, i resti sotto il deposito dell’inondazione sono i più antichi e profondi mai trovati a Ur. Questo è comprovato dalla quantità di terra ottenuta dalla superficie che indica l’età dei resti. In secondo luogo, il tipo particolare di civiltà distrutta dall’inondazione non riapparve più. In terzo luogo, sopra i resti dell’inondazione si stabilì un nuovo popolo, i Sumeri, che molto presto appresero la scrittura e le loro più antiche leggende parlano di una grande inondazione. L’inondazione che essi descrivono più tardi divenne tradizione e finalmente si cristallizzò negli scritti della Genesi” (Pag. 119)
“Possiamo citare estratti di una delle più antiche tavole scritte dai babilonesi nella scrittura cuneiforme (a forma di cuneo). Ut-Napishtim, il Noé sumero, racconta le sue avventure all’interno dell’arca: sei giorni e sei notti, vento da uragano, pioggia come diluvio e tormenta sopra la terra. Al settimo giorno la tormenta cessò.” (Pag. 120)
Nel National Geographic di Agosto del 1939, nell’articolo intitolato: “Alla scoperta del lavoro più antico dell’uomo nel Nuovo Mondo” si dice:”Il calendario Maya, come il nostro, indica date e periodi ottenuti da un punto specifico del passato…Così come noi cominciamo il nostro calendario dalla nascita di Cristo, i Maya cominciano il loro dalla data 4 Ahau 8 Cumhu, circa 5000 fa, data nella quale deve essere successo un evento di tremendo significato per loro nella loro storia mitologica” (Pag. 214,216)

5) Iscrizioni

(a) La famosa iscrizione Aihole del glorioso Chalulaya re Pulkeshi II del secolo settimo dice:”3735 (30+3000+700+5) anni sono già passati nel kali-yuga dopo la guerra Mahabharata, e 556 (50+6+500) anni dell’era Shalivahan nei quali ci troviamo ora (nella data della realizzazione dell’iscrizione)” L’iscrizione dice che 3735 anni di kali-yuga sono già passati. Significa che l’anno 3736 di kali-yuga era il 556 D.C. dell’era di Shak, la quale finì nel 556+78=634 D.C.Pertanto, togliendo 634 a 3736 ci dà 3102 A.C.

(b) I Vassoi di Rame Nidhanpur di Bhaskaravarman furono incisi intorno al secolo VI D.C., come viene menzionato nella “Epigrafica Indica”, volume XII, Calcutta (1913-14) alle pagine 65-79. Si dice nel verso 7 che dopo Vajradatt (che fu il figlio di Bhagdatta, della guerra Mahabharata), i suoi discendenti governarono per 3000 anni, poi Pushyavarman divenne re. Dopo 12 generazioni, Bhaskaravarman divenne re ed ordinò di fare i Vassoi di Rame. Pertanto, considerando anche gli essori e le omissioni dei registri dinastici, se sommiamo approssimativamente 400 anni per le 12 generazioni ai 3000 anni ai 1500 anni (il tempo trascorso dopo la fabbricazione dei Vassoi di Rame) otteniamo approssimativamente 5000 anni.

(6) Scritture e altro

(a) Bhavishya Purana. L’era Vikram è stata iniziata nell’anno 57 A.C. da Vikramaditya il Grande in commemorazione della sua vittoria sui Shak. Esiste una grande quantità di letteratura su Vikramaditya, e nel Bhavishya Purana stesso ci sono descrizioni di Vikramaditya in più di 40 capitoli tra Pratisarg Parv I e IV. Egli fu una personalità Divina che discese. La sua capitale fu Ujjain, e lì il tempio di Mahakaleshwar è molto famoso. Bhavishya Purana (Pratisarg Parv I, cap. 7) dice che:”Dopo un lasso di tempo di 3000 anni nel kali-yuga (3102-3000=102 A.C.), una dinamica personalità divina nacque ed il suo nome fu Vikramaditya. Lui era molto intelligente e amava i suoi genitori. Quando aveva solo 5 di età, andò nella jungla per adorare Dio.. Andò poi aUjjain, adoró Mahakaleshwar e stabilì un elegante santuario.”
Il Bhavishya Purana, più avanti, dice:”Il grande re Vikramaditya governò per 100 anni. Poi, suo figlioDeobhakt governò per 10 anni e suo nipote Shalivahan, che stabilì l’era di Shalivahan (nell 78 D.C.), sconfisse gli Shak e governò per 60 anni.” Vikramaditya apparteneva alla dinastia Pramar nella quale prese nascita un altro re molto potente, Bhojraj, che visse 11 generazioni dopo Shalivahan. La dinastia Pramar (che termina con Ganga Singh) è descritta nel primo capitolo del Pratisarg Parva IV.
In accordo a queste descrizioni, Vikramaditya visse per 117 (5+12+100), dal 102 A.C. al 15 D.C.
Si può logicamente dedurre che Vikramaditya dovrebbe aver avuto 45 anni quando sconfisse completamente gli Shak. In accordo al Bhavishya Purana, egli nacque nell’anno 3000 dell’era di kali, e stabilì la sua era di Vikram nell’anno 3045 della stessa era (3000+45). L’era Vikram comincia nell’anno 57 A.C. Pertanto, l’inizio dell’era di de kali è: 3045+57=3102 A.C.
Nei primi secoli, l’era Vikram, o Vikram Samvat, era chiamata Krit Samvat o Malvesh Samvat. Più tardi, durante il secolo VIII, venne chiamata Vikram Samvat. I tre nomi designano la stessa cosa. Krit significa “il pio” perché lui fu un re molto religioso, e Malvesh significa “il re dello stato di Malva” (del quale egli, sicuramente,lo era).

(b) Il “Jyotirvidabharnam” di Kalidas dice, nel suo primo capitolo, che l’era Vikram comincia alla fine dell’anno 3044 dell’era di kali (agni 3, ambar 0, yuga 4 e veda 4=3,0,4,4). Pertanto, l’anno 3045 dell’era di kali segna l’inizio dell’era Vikram, nell’anno 57 A.C. Così, l’inizio del kali-yuga viene stabilito nell’anno 3102 A.C. (3045+57)
Kalidas, il grande poeta, scrittore e figura letteraria del suo tempo, vivendo una vita pura e sinceramente dedicata al suo lavoro di studio, fu una delle nuove gemme della corte del re Vikram. A causa del suo grande lavoro letterario e poetico, fu chiamato mahakavi.
Alla fine del Jyotirvidabharnam, Mahakavi Kalidas menziona la data esatta del suo scritto e dice che nell’anno 3067 dell’era di kali aveva cominciato a scrivere questo libro. Questo significa che lui scrisse questo libro quando erano già passati 3067 anni di kali yuga. Questo avviene nell’anno 35 A.C. (3102-3067=35), il quale è dopo dell’inizio dell’era Vikram. Così, Vikramaditya nacque nell’anno 102 A.C. (3102-3000), stabilì la sua “era” nell’anno 57 A.C. e lasciò questo pianeta Terra nell’anno 15 D.C.

(c) Alberuni. “L’India di Alberuni”, prima edizione India 1964 (S. Chand & Co., Nueva Delhi), Volume I. Nella seconda parte di questo libro, alla pagina 4, Alberuni scrive,”…il tempo che è passato dall’inizio di kali yuga al nostro corrente anno è stato di 4132 anni e tra le guerre di Bharata e il nostro anno corrente sono trascorsi 3479 anni.” Nelle sue “Annotazioni” (Pag. 358) dello stesso libro, Alberuni spiega riguardo il suo anno corrente, il quale è:”1031 D.C., 25 di Febbraio, un giovedì.”
Esiste una differenza di 968 anni tra l’anno 1031 D.C. e l’anno 1999 D.C. Aggiungendo così 968 anni ai 4132 anni, si ottiene 5100, il periodo che è già trascorso dall’inizio di kali yuga fino ad oggi (1999), e questo è esattamente ciò che viene menzionato nelle riviste astrologiche dell’India.
Alberuni parla anche riguardo l’era di Vikram (57 A.C.) e l’era Shalivahan Shak, la quale inizia 135 anni dopo l’era Vikram.

(d) Aryabhatt. Il più grande astronomo e matematico, Aryabhatt, nacque nell’anno 476 D.C. Il suo lavoro in astronomia è un prezioso apporto per gli eruditi. Lui diede un valore esatto per pi (n)=3,1416. Terminò il suo libro “Aryabhattiya” nell’anno 499 D.C., il quale è l’anno esatto dell’inizio di kali yuga. Lui scrive:”Quando i tre yuga (satya yuga, treta yuga e dwapara yuga) sono passati, quando sono già trascorsi 60 x 60 (3600) anni di kali yuga, ho raggiunto l’età di 23 anni”.
Questo significa che nell’anno 3601 dell’era di kali, egli aveva 23 anni di età. Aryabhatt nacque nell’anno 476 D.C. Pertanto, l’inizio del kali yuga viene ad essere: 3601- (476+23)= 3102 A.C.
Esiste anche la cronologia dinastica del Nepal, dove si parla della guerra Mahabharata.
Abbiamo dato, così, sufficienti evidenze per stabilire il fatto che kali-yuga è cominciato nell’anno 3102 A.C. Yudhishthira regnò ad Hastinapura per 36 anni e 8 mesi. La guerra di Mahabharata avvenne nell’anno 3139 A.C. Quando Bhagavan Krishna lasciò il pianeta Terra e ascese alla Sua Divina Dimora, inmediatamente kali-yuga cominciò e una pioggia con tormente e inondazioni catastrofiche, che duró 7 giorni, allagò e distrusse totalmente la città di Dwaraka. Questa catastrofe, (la quale fu fatta mito in occidente come l’inondazione di Noè), fu anche registrata dall’antico popolo di Babilonia chiamato Ur e negli antichi registri Maya. Le date di ambedue sono le stesse.

Le cronologie ininterrotte delle date esatte di tutti i re hindù delle 4 dinastie che governarono Hastinapura (fino a Vikramaditya) da regno di Yudhishthira, sono la prova più potente e può essere compresa da tutti, saggi oppure no. Possiamo così scientificamente affermare che la guerra di Mahabharata avvenne circa 5000 anni fa, nell’anno 3139 A.C.

Tradotto da Gaura Pars





venerdì 12 giugno 2009

ACARYA DEL PRESENTE E DEL PASSATO




Srila Bhaktivinoda Thakura


Pioniere nella propagazione del messaggio di Mahaprabhu nelle università occidentali in lingua inglese. 1838 - 1914
Ha scritto centinaia di libri, fondato molti templi, ha reinaugurato la Visva Vaisnava Raj Sabha, ha progettato a livello mondiale la missione di Mahaprabhù.

Srila Bhaktisiddhanta Prabhupada 1874-1937

Fondatore della Gaudiya Math. Presidente della Visva Vaisnava Raj Sabha, ha inviato i suoi discepoli attorno al mondo. E’ autore di molti libri Vaisnava. Ha fondato 64 centri della sua missione.

Srila Bhaktivedanta Prabhupada 1896-1977


Ha portato il messaggio di Mahaprabhu in tutto il mondo, scrivendo centinaia di libri e distribuendoli in tutte le lingue del mondo; ha aperto centinaia di centri, ashrama campestri ed ha restaurato molti luoghi sacri; ha cominciato a realizzare pellicole sulla coscienza di Krishna; ha dato il Maha Mantra a migliaia di discepoli di tutti i paesi.

Srila Bhakti Raksaka Sridhara Maharaja 1895 - 1988



Ha fondato la Sri Chaitanya Sarasvat Math, composto molte canzoni in lingua sanskrita e molti libri importanti; ha aiutato i devoti di tutto il mondo; ha diretto la Visva Vaisnava Raj Sabha nel suo Mandir insieme a molti confratelli spirituali; ha sempre enfatizzato l’amore al di sopra delle formalità istituzionali.

Srila Bhakti Pramode Puri Maharaj 1897-1999



Ha ricostruito la Visva Vaisnava Raj Sabha insieme a molti altri Vaisnava occidentali e orientali sotto il nome di: Associazione Mondiale Vaisnava; è il fondatore della Gopinath Gaudiya Math. Ha pubblicato e editato molte riviste, il periodico Nadia Prakash, e scritto molti libri; è stato la personificazione dell’umiltà Vaisnava.
Verrà sempre ricordato per il suo amore, la sua umiltà e il suo sforzo per unire i Vaisnava dell’India e dei paesi occidentali.


Srila Nayananda das Babaji Maharaja



Ha costruito molti templi. Per più di sessanta anni è stato pujari di Goura Gadadhara a Champahatta. Presidente dell’Associazione Mondiale Vaisnava da Gaura Purnima 2000. Conosciuto per il suo amore indiscriminato verso gli altri. E’ stato uno degli ultimi discepoli di Srila Sarasvati Prabhupada.


Srila Bhakti Vaibhava Puri Maharaja



Fondatore della Missione di Sri Chaitanya: “La AMV sta facendo il suo lavoro. Noi dobbiamo predicare.”

Srila Bhakti Suhrid Akinchana Maharaja

Acarya della Gaudiya Sangha: “L’ AMV è la nostra speranza di realizzare i piani dei nostri maestri spirituali.”

Srila Gopananda Ban Maharaja



Acarya della Radha Govinda Trust: “AMV è la forma di mostrare al mondo la dignità del vaisnavismo.”

Srila B.V. Parivrajak Maharaja

Acarya Gaudiya Vedanta Samiti: “Noi dobbiamo cercare di migliorare il nostro livello e fare della AMV un successo.”


Srila B.Dayita Madhava Maharaja

Fondatore della Sri Chaitanya Gaudiya Math: Guru della AMV e Vice presidente di Srila B.V. Tirtha Maharaj


Srila Bhakti Vijanan Bharati Maharaja




Membro fondatore della AMV: “AMV mostrerà che c’è un posto per tutti i Vaisnava e le loro missioni nella famiglia di Sriman Mahaprabhu.”


Srila Krishna das Babaji Maharaj



E’ stato un esempio vivente dello spirito amoroso della AMV; visitava tutte le missioni animando sempre tutti i loro membri; i sui Kirtan sono dolci e famosi.

mercoledì 10 giugno 2009

LO STANDARD DI VITA DELLA GAUDIYA MATH

Scritto da: Srila Bhaktisiddhanta Saraswati Thakura Prabhupada

Per favore, predicate il kirtana del Signore Supremo, anche se per farlo dovrete contrarre debiti; poiché dovrete poi saldare questi debiti, dovrete anche essere più coinvolti nel seva. Quando i vostri creditori vi presseranno, voi sarete forzati a raccogliere più elemosina. D’altra parte, poiché i pii capi-famiglia non vi daranno elemosina a meno che il vostro carattere e la vostra condotta siano puri, vi vedrete forzati a preservare uno stile di vita puro con grande determinazione e cura. Non vi daranno un solo centesimo se penseranno che avete come obiettivo futuro la poltronaggine o l’abbandono della vita devozionale, dedicati completamente all’hari-kirtana e all’hari-seva.La math è il centro dell’hari-kirtana, e l’hari-kirtana è vita e coscienza. Per assicurarsi che non vi sia posto per la pigrizia e la poltronaggine, la mala condotta, il pensiero triviale, il pettegolezzo, le chiacchiere o i desideri volgari dentro la math, dovreste andare di porta in porta, dove il vostro hari-kirtana potrà essere valutato dal pubblico. Quando il pubblico pensa di essere l’elargitore delle elemosine e voi quelli che ricevono le elemosine, in altre parole, quando il pubblico pensa che il suo status è maggiore del vostro, allora vi criticherà in vari modi, pensando che voi siete gli oggetti della loro misericordia. Forse ci sarà anche qualcuno pronto a prendervi a pedate. Allora sarete forse capaci di diventare trnad api sunicena (più umili di un filo d’erba) e manadena (completamente rispettosi con gli altri), e dovrete prestare un’enorme attenzione nel far sì che le vostre vite e le vostre personalità siano esemplari e pure. Inoltre, ciò che risulterà benefico per voi è il seguente: nella misura in cui andrete a correggere gli errori della gente comune, facendo riferimento e citando il messaggio dei Sadhu, degli Sastra e di Guru-varga, neppure voi commetterete detti errori. Per favore, non angustiatevi e non offendetevi se qualcuno formula critiche sopra la vostra persona. Il vostro Guru-varga, gli Sastra ed i Mahajana sono completamente liberi da errori, sono completamente liberati; sono impeccabili, immacolati ed eterni associati del Signore. Però se, dovuto all’ignoranza, qualcuno critica loro, allora voi dovreste correggere gli errori di tale persona, dicendogli l’autentica verità. Questo sarà molto benefico tanto per voi come per la gente ignorante. Se voi diventate pigri nell’andare a mendicare elemosine di porta in porta con l’obiettivo di ricevere donazioni per l’hari-kirtana, se vi date alla poltronaggine e ai cattivi costumi, preferendo eseguire bhajan a porte chiuse, allora non potrete sfuggire alla critica degli altri, poiché la vostra personalità non sarà purificata. Significa che non state conducendo una vita di pratica devozionale.

“Per favore, non angustiatevi e non offendetevi se qualcuno formula critiche sopra la vostra persona. Il vostro Guru-varga, gli Sastra ed i Mahajana sono completamente liberi da errori, sono completamente liberati; sono impeccabili, immacolati ed eterni associati del Signore.
Non vi darò mai nessuna opportunità di vivere in un luogo appartato o in modo solitario evitandovi, in questo modo, di diventare indisciplinati o indipendenti nel vostro cuore, pensando che nessuno possa venire lì a vedervi o ascoltarvi. Voi siete i miei più cari amici. Mai vi permetterò di abbandonare questo cammino che compiace e aggrada i sensi del Signore per andare a compiacere i sensi della gente del mondo, o piuttosto andare a compiacere i sensi di voi stessi".
Tradotto da: Dasavatara das (Santa Fe, Argentina).

domenica 31 maggio 2009

Maha Shiva Ratri: La Notte del Signore Siva

SHIVA RATRI è un giorno auspicioso, il quattordicesimo dopo la luna piena, quando la luna sta calando. Il festival è relazionato con la luna più che con il sole. Questa è la ragione per la quale si chiama Shivaratri, la notte di Shiva. Le altre notti sono semplicemente notti, ma questa notte in particolare è la notte di Shiva, la notte di consacrazione. La notte di dedizione, la notte di illuminazione. Si celebra recitando il mantra di Gopeshvara Mahadeva. Se c’è una Divinità, le si fa una puja con yogurt, latte e fiori. Si raccomanda anche di rimanere svegli e fare digiuno, pregare, leggere dalle Scritture e cantare canzoni devozionali.

Recitare il mantra di Sri Gopeshvara-Siva pranama:

vrindavanavani-pate jaya soma soma-maulesanaka-sanandana-sanatana-naradedyagopishvara vraja-vilasi-yugaghri-padmeprema prayaccha nirupadhi namo namaste

"Oh portiere di Vrindavana! Oh Soma, tutte le glorie a Te!Oh Tu, la cui testa è decorata con la luna, che è adorato dai saggi capeggiati da Sanaka, Sanandana, Sanatana e Narada.Oh Gopeshwara, ti prego di concedermi Prema per i piedi di loto di Sri Sri Radha Madhava che realizza i Suoi sublimi passatempi in Vraja Dhama,
offro ripetutamente omaggi ai Tuoi piedi "

Anche nel Canto 12 dello Srimad Bhagavatam, capitolo 13, si dice:

nimna-ganam yatha ganga devanam acyuto yathaVaisnavanam yatha shambhuh purananam idam tatha

“Così come il Gange è il più grande dei fiumi, così il Signore Acyuta è il supremo tra le Divinità e il Signore Shambu (Siva) è il più grande dei Vaishnava. Allo stesso modo lo Srimad Bhagavatam è il più grande di tutti i Purana”.

Srila Prabhupada ha scritto nel Libro di Krishna:Una volta, i pastori di mucche di Vrndavana, capeggiati da Nanda Maharaja, desiderarono andare ad Ambikavana per eseguire la cerimonia Sivaratri. Il rasa-lila fu compiuto durante l’autunno e, dopo di questo, la seguente grande cerimonia è Holi, o la cerimonia Dolayatra. Tra la cerimonia Dolayatra e la cerimonia rasa-lila, c’è una cerimonia importante, chiamata Sivaratri, la quale viene osservata specialmente dagli shivaiti, o devoti del Signore Siva. Alcune volte, però, i vaisnava osservano questa cerimonia, dovuto al fatto che considerano il Signore Siva il più eminente dei vaisnava. La funzione di Sivaratri non viene osservata regolarmente dai bhakta o devoti de Krsna. Dovuto alle circostanze, viene affermato nello Srimad-Bhagavatam che i pastori, capeggiati da Nanda Maharaja, "una volta desiderarono". Questo significa che essi generalmente non osservavano Sivaratri, ma che una volta desiderarono andare a Ambikavana per curiosità. Ambikavana è situata nella provincia di Gujarat, sulla sponda del Sarasvati, e tutti i pastori di mucche e Nanda Maharaja andarono là.Cominciarono ad adorare le Divinità del Signore Siva e di Ambika con molta devozione. E’ abitudine generale che ovunque ci sia un tempio del Signore Siva, deve esserci anche un tempio di Ambika (o Durga), perché Ambika è la sposa del Signore Siva ed è la più eccelsa delle donne caste. Lei non vive lontano dalla compagnia del suo sposo.I pastori di mucche, capeggiati da Nanda Maharaja, passarono questa notte sulla riva del fiume Sarasvati. Digiunarono tutto il giorno e bevvero un poco di acqua nella notte.Si racconta che un brahmana povero, desiderando ottenere una benedizione, adoró il Signore Siva. Il Signore Siva consigliò il brahmana di andare a trovare Sanatana Gosvami. Il devoto così fece, e una volta con Sanatana Gosvami, gli spiegò che il Signore Siva gli aveva detto di avvicinarsi a lui in cerca della migliore delle benedizioni. Sanatana aveva una pietra filosofale che teneva vicino al posto dove gettava la spazzatura. Quando il brahmana povero gliela chiese, Sanatana Gosvami non dubitò nel dargliela, e il brahmana divenne contento. Adesso poteva avere tutto l’oro che voleva; era sufficiente far toccare un qualsiasi metallo con quella pietra. Dopo essersi congedato da Sanatana, pensó: "Se una pietra filosofale è la migliore benedizione, perchè Sanatana Gosvami la teneva vicino la spazzatura?". Con questo pensiero ritornò e chiese a Sanatana Gosvami: "Signore, se questa è la migliore benedizione, perché stava vicino alla spazzatura?". Allora Sanatana Gosvami gli disse: «In realtà, non è la migliore benedizione; però... sei preparato per ricevere la migliore delle benedizioni?». Il brahmana disse: "Sí, Signore. Il Signore Siva mi ha inviato a te perché mi dessi la migliore". Allora Sanatana Gosvami gli chiese di gettare la pietra nel fiume e di ritornare. Il brahmana povero lo fece, e quando tornò, Sanatana Gosvami lo iniziò nel mantra Hare Krishna. Per la benedizione del Signore Siva, il brahmana potè relazionarsi con il miglior devoto del Signore Krishna e ricevere iniziazione nel maha-mantra: Hare Krishna, Hare Krishna, Krishna Krishna, Hare Hare/Hare Rama, Hare Rama, Rama Rama, Hare Hare

Nettare rivelato da Srila B.A. Paramadvaiti Maharaja
La misericordia di Srì Gopeshvara Mahadeva









mercoledì 20 maggio 2009

L'importanza di cantare a voce alta



Di Srila Bhakti Ballabh Tirtha Goswami Maharaj


Caitanya Mahaprabhu ci insegna, attraverso Haridasa Thakur, il japa. Se pratichi il japa, sperimenterai una deviazione dell’attività rumorosa della mente. L’ideale, però, è cantare i mantra nella sacra compagnia dei suddha bhakta. Se canti a voce alta, ascolterai di Krishna ed i suoni del mondo se ne andranno. Per noi, cantare a voce alta è raccomandato:
sei duti katha, bhulo na sarvvatha uccaihsvare karo harinama, robo phalgu aro yukta baddha aro mukta, kabhu na bhaavihoekaakaara sabo”.
Il nostro Parama Gurudeva (Srila Saraswati Thakur) ci consiglia, ci guida nella pratica del canto a voce alta. Coloro che non cantano Krishna a voce alta non praticheranno correttamente lo yukta-vairagya, ma praticheranno phalgu- vairagya, o falsa rinuncia.Se non canti a voce alta il Santo Nome, la grazia del Santo Nome non arriverà a te, i tuoi desideri inferiori non saranno rimossi, ma rimarranno dove sono. Esternamente tu dirai "sono un rinunciante", auto negazione. Internamente, però, avrai problemi. Continuerai a pensare ai tanti oggetti di piacere sensuale, e questo è phalgu-vairagya, falsa rinuncia.
Nel vero vairagya la tua mente sarà dedicata a Sri Krishna. Se canti a voce alta, sarà buono per te e sarà buono per il resto degli esseri viventi, perché Lui e il Suo Nome sono la stessa cosa. Se canti a voce alta, otterrai concentrazione, e altri esseri viventi potranno ascoltare Krishna, Krishna, Krishna. Loro hanno dimenticato Krishna, perciò sono venuti in questo mondo. Quando canti a voce alta chissà, forse loro possono ricordarLo; forse non possono cantare, però possono ascoltare..."


Traduzione: Florencia Fernandez - Argentina